Q3 - Azione Meridionalista

Promotore dell'iniziativa: Giancarlo Chiari
Data di Costituzione: 28 ottobre 2021
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QUESTIONE MERIDIONALE (3)
 
di Giancarlo Chiari
 
Uno dei quesiti irrisolti della Questione Italiana chiamata Questione Meridionale è la risposta alla diatriba se, come dice una parte, il Sud piange e non riesce a riscattarsi perché piange o, come dice l’altra parte, il Sud non riparte perché sa che anche se corre non ne vale la pena in quanto gli sforzi profusi non daranno i risultati attesi per ragioni esterne. In entrambi i casi possiamo oggettivamente riconoscere che lo stato psicologico in cui la diatriba si svolge è la demotivazione che notoriamente è causa di rallentamento in generale. La faccenda è di primaria importanza fino a diventare chiave di volta dell’intera Questione perché si crea una Italia a due velocità nella quale le due posizioni conducono ad un appiattimento generale. Per dipanare la matassa è necessario fare una prima considerazione con un esempio introduttivo. Tutti ricordiamo la vicenda di Enzo Tortora, il presentatore di successo che conduceva la trasmissione “Portobello” e tutti ricordiamo che la sua carriera fu stroncata da alcune falsità dette in ambito giudiziario le cui conseguenze poi lo portarono, nel 1988, alla morte come asserì Francesca Scopelliti, la sua compagna. Il clamoroso errore giudiziario è stato pubblicamente riconosciuto ed un cittadino italiano ne ha pagato le conseguenze. Ora se qualcuno contattasse la sua compagna che serba il triste ricordo e la stessa si rammaricasse delle vicende che hanno portato ad una morte ingiusta penso che altro non si potrebbe dire: Hai completamente ragione! Nessuno può affermare il contrario. Ma prima che la cosa fosse stata riconosciuta pubblicamente, una parte consistente  dell’opinione pubblica era schierata, tranne alcuni che sapevano, contro Enzo Tortora. La cosa che abbiamo imparato o avuto conferma in questa vicenda e che nulla può essere trattato con superficialità pena la caduta in clamorosi errori. Dopo questo esempio faccio alcune considerazioni su quanto successe nel cruento processo di unificazione nazionale dal 1861 in poi, per una decina d’anni nella fase più cruenta e, almeno per i successivi vent’anni, nella fase di assestamento. Ovviamente dobbiamo fare una distinzione precisa tra i cronologici comportamenti dei Vincitori e dei Vinti e così come la volta scorsa, attingo al mio lavoro di estensore della petizione 748/2015 approvata dal Parlamento europeo il 17 marzo 2016:
 
 
“Vincitori: Uniscono il Paese con la Forza e Accattivanti Promesse e si appropriano delle Ricchezze dei Vinti per finanziare il loro sviluppo e pagare i loro debiti.
 
Vinti: Passano da una situazione di benessere generalizzato ad una progressiva povertà diffusa. Una vasta parte delle popolazione insorge per difendere il suo status e i suoi averi.
 
Vincitori: Sedano la Rivolta nel sangue avendo a loro volta pesantissime perdite superiori alle tre Guerre di Indipendenza fatte in precedenza.
 
Vinti: I “non insorti” si dividono in due categorie: collaboratori degli insorti o collaboratori del regime: una parte della popolazione che appoggia gli insorti paga con la vita la sua scelta.  
   
Vincitori: Per  ricondurre all’ordine la popolazione utilizzano parte di essa per identificare ed eliminare gli insorti ed i loro collaboratori.
 
Vinti:  Le dimensioni del conflitto toccano quasi ogni famiglia del Sud Italia: il tradimento regna sovrano, l’individuo non crede più nel suo simile. La giustizia amministrata dal vincitore non è affidabile, nasce un sentimento contro lo Stato profondamente radicato in vaste fasce della popolazione. Chi non sa vivere in questa situazione ha solo una scelta: Brigante o Emigrante.
 
Vincitori: Governano la popolazione tramite politici locali selezionati fornendogli i mezzi finanziari per gestire le masse, ma non il loro sviluppo, garantendo uno sbocco costante ai Prodotti delle aziende del Nord tenendo in vita un popolo di consumatori. Il Sud diventa una Colonia interna dell’Italia.
 
Vinti: Chi si adatta a vivere nella nuova situazione non  ha più la possibilità di competere ad armi pari con gli altri cittadini “più fortunati” ed inizia a trovare un nuovo equilibrio che prevede, per non soffrire delle ingiustizie nascenti dalla discriminazione, un isolamento dal resto del paese. Per chi si integra la soluzione ideale è far parte della pubblica amministrazione che inizia a diventare pachidermica. La criminalità organizzata, mediante un accordo con il nuovo potere, ottiene un riconoscimento ufficiale con l’istituzione della Guardia Cittadina utilizzata dal potere centrale per meglio gestire l’ordine pubblico.  
 
Vincitori: Le Perdite subite e l’atteggiamento assunto dalla popolazione dei territori occupati suscitano odio e desiderio di rivalsa. Il modello della civiltà occupata viene  deriso ed osteggiato. Ogni pregio diventa un difetto ogni difetto diventa  intollerabile onta. Ogni primato viene cancellato in quanto ritenuto inaccettabile e ostacolo ai tentativi di imporre l’ordine.”  (per chi ne volesse sapere di più http://www.assomarss.it/petizione-approvata.html )

Per quanto scritto, nell’esempio introduttivo e nelle considerazioni successive ritengo necessario una sospensione della diatriba demotivante sul se è giusto o ingiusto piangere. La Storia che ci è stata insegnata a scuola è oggetto di profonda revisione, tutt’ora in corso. Sono stati portati alla luce (ma molti già lo erano in luce, bastava solo cercarli) documenti e testimonianze che comprovano un corso diverso della storia risorgimentale che proverebbe un altro caso Tortora ma che stavolta interessò una intera popolazione che subì gravissimi danni economico ed esistenziali.
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