Azione Meridionalista

Promotore dell'iniziativa: Giancarlo Chiari
Data di Costituzione: 28 ottobre 2021
Il cavallo napolitano risale al I sec. D.C., epoca di Virgilio, quando l’icona del Sedile del Nilo fu adottata per la città. Era un corsiero scatenato, rampante e scuro perché costituito da bronzo; raffigurava lo spirito indomito dei napolitani. Storicamente tutti i territori dell’antico Regno di Napoli lo ebbero per emblema.
La triscele siciliana compare nell’isola nel VII-VI sec. A.C. e si armonizza perfettamente con la sua forma triangolare con i bracci che riproducono i tre Capi Peloro, Passero e Lilibeo. In epoca contemporanea ha preso definitivamente la sua forma attuale, presente nell’ultimo Regno di Sicilia.
BROCHURE ISTITUZIONALE
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POST DEL PRESIDENTE
Lettera aperta al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi
 
 

Napoli, 2 giugno 2024
 
 

Leggo sbalordito le parole del sindaco di Napoli, contenuto nell’articolo che riporto in seconda pagina, che commentando gli atteggiamenti preoccupati di alcuni dei suoi cittadini vorrebbe che snaturassero sé stessi e non dessero eccessivamente fastidio. I più attenti noteranno che il giornalista ha messo alcune frasi virgolettate e altre no (quelle più fastidiose su cui ho basato il mio seguente post). Ho richiesto copia dell’articolo al “Fatto Quotidiano” per prenderne una visione integrale. Per il momento basta e avanza così 😊
 
Comprendiamo le motivazioni che inducono l’amministratore di Napoli, quando fa simili affermazioni rivolte verso chi ha un atteggiamento apprensivo; ma tali frasi restano in via generale inaccettabili agli occhi dello scrivente. E vediamo perché.
 
Come sapete il sottoscritto ha sempre criticato accesamente quei politici o amministratori che sbarellavano con affermazioni basate su luoghi comuni totalmente infondati che alimentano una, non più ammissibile, narrazione antimeridionale e vede in queste affermazioni del sindaco un esempio emblematico.
 
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi dice: “Le scosse spaventano, ma smettiamo di fare i napoletani da cliché”. Poi il giornalista non virgolettando gli fa dire: … Vorrei che fossero meno napoletani. I napoletani non devono comportarsi troppo da napoletani. … non devono sentire su di sé il peso dello stereotipo del napoletano vociante, chiassoso, inconsistente … .
 
Ribadendo che comprendiamo le ragioni dello sfogo indirizzate verso chi è particolarmente apprensivo. Evidentemente al sindaco è sfuggito che esistono al mondo anche questi ultimi 😊.  Di seguito alcune osservazioni che meriterebbero ampia riflessione:
 
a)       Non tutti i napoletani sono particolarmente apprensivi, direi solo una sparuta minoranza. Se è sparuta vuol dire che non è rappresentativa e pertanto non se la deve prendere con “i napoletani” ma può al massimo prendersela con degli umani particolarmente apprensivi, categoria abbastanza diffusa nel mondo.
 
b)      Il napoletano, in genere, è decisamente molto coraggioso. Lo si deduce dal fatto che ha deciso di vivere in un’area notoriamente sismica compresa tra un vulcano tristemente famoso e un super vulcano che gli ha consentito di costruire la sua città con il tufo derivante da una gigantesca eruzione risalente a circa 15 mila anni fa che ha ricoperto con uno strato di qualche centinaio di metri la zona del napoletano. Questa tipologia di uomini che vivono e hanno vissuto a Napoli hanno considerato che le opportunità offerte dal territorio nel quale vivono da migliaia di anni siano molto maggiori dei rischi da correre.
 
c)       Le tragedie sismiche accadono nel mondo e sono accadute anche a queste latitudini e raramente l’intervento umano ha potuto scongiurarle. Ho sentito che tanti membri anziani della nostra comunità, intervistati sul potenziale pericolo sismico, hanno sorriso, come solo un saggio può fare e anche questi sono napoletani.
 
Pertanto, caro sindaco non fare di tutta un’erba un fascio, puoi criticare comportamenti eccessivi senza offendere il popolo che stai amministrando desiderando una modifica di atavico comportamento. E come se te la prendessi con una sequoia che ti ostacola la visuale alla tua statura e non ti rendi conto che basta alzare lo sguardo per essere sovrastato dalla sua enorme altezza. Chi amministra una città come Napoli dovrebbe tener conto di quello che oggi essa rappresenti e se proprio non ci si riesce bisognerebbe prenderne atto.
 
 
Un cordiale saluto meridionalista

Giancarlo Chiari
Presidente del Consiglio Direttivo dell’associazione:“AZIONE MERIDIONALISTA” A.P.S. - E.T.S. C. F.: 95146270632
Centro Direzionale di Napoli Isola C2 Scala D – 80143 – Napoli direzione@azionemeridionalista.it www.azionemeridionalista.it Tel.: +39 3356246968




DELIBERA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI A.M.
POST DEL PRESIDENTE
NOTA UFFICIALE DEI VESCOVI ITALIANI CONTRO L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA


Napoli, 25 maggio 2024

Chiara e netta presa di posizione dei vescovi italiani contro l'autonomia differenziata. Per leggere la nota cliccare qui



POST DEL PRESIDENTE
PER IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'AERONAUTICA MILITARE I NAPOLETANI BATTONO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Napoli, 22 maggio 2024

Per il generale dell'Aeronautica Luca Goretti sembra che i napoletani siano più intelligenti della IA (Intelligenza Artificiale) e che fin quando questa non li batterà possiamo stare tranquilli.
In occasione del centenario del "Ruolo delle armi" del 9 maggio scorso ha concluso con una frase ad effetto il suo intervento, rassicurando i moltissimi presenti che l'intelligenza artificiale non ha raggiunto livelli preoccupanti.

Dal cilindro delle frasi ad effetto ha tirato fuori una classica narrazione antimeridionale ovvero lo stereotipo del truffatore napoletano ben rappresentato nel film di Nanni Loi "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" del 1993 (di ben 31 anni fa) che scambia il pacco immediatamente prima di consegnare la merce con un altro contenente un mattone. Il generale Goretti ha detto:L'intelligenza artificiale, e chiudo, non riuscira mai a battere un napoletano. Il giorno in cui l'Intelligenza Artificiale riuscirà a fottere il napoletano che vi fotte quando da una radio diventa un mattone, allora si che è meglio andare a casa. Ma sono convinto, correggimi Romeo, che non ci sarà mai Intelligenza Artificiale in grado di fottere un napoletano quando vi fotte la radio ... .

Si resta allibiti che, ancora oggi, per evidenziare le capacità napoletane si deve sempre ricorrere ad alcuni stereotipi che colpiscono un popolo che come tutti ha al suo interno soggetti dediti ad attività criminali. Comunque vogliamo leggere in chiave favorevole il colpo di scena del generale Goretti e prenderne l'aspetto positivo ovvero che la I.N. stavince e stravincerà con la I.A e questo fatto rassicura. :-)


MEMBRO DEL GRUPPO DI AZIONE MERIDIONALISTA
La nostra area territoriale la chiameremo Mediterranea
di Canio Trione

Napoli, 21 aprile 2024

Le regioni del Sud Italia nella loro ormai avviata corsa verso un maggiore protagonismo devono dotarsi di una riconoscibilità anche nel loro nome che faccia sintesi delle diverse identità che le compongono. Il passato come il presente offre una traccia che però rischia di apparire nostalgica laddove serve proiettarsi nel futuro. Il futuro del Sud non può essere meridione di qualcos’altro, né nord di altro ancora; inoltre il mare che circonda l’intera penisola non è un limite o un confine invalicabile ma una strada che mette in comunicazione le varie civiltà e le varie economie rivierasche. Serve che questa parte della penisola italiana venga nominata con un nome che faccia sintesi di queste oggettive realtà.

Riteniamo e proponiamo che il nome da dare a questa Terra contenitrice di genti così tanto differenti e che va dal Tronto e Volturno a nord fino alle estreme propaggini meridionali della penisola italiana può essere “Mediterranea” perché mediterranei sono certamente i suoi abitanti, e mediterranei sono i suoi interessi e destini, e mediterranea è la sua cultura, e mediterranea sarà la nuova economia che dovrà nascere. E questo nome utilizzeremo nel prosieguo della narrazione.

Queste economie che si affacciano sul Mediterraneo stanno subendo la esclusione dal banchetto planetario anche a suon di sanguinose guerre civili. In tutto il mondo ormai si attende un modello di sviluppo diverso da quello nordico; modello nordico che è poggiato sulla competizione, concorrenza e quindi sulla espulsione dei meno fortunati; serve individuare una filosofia economica e politica molto differente e cioè poggiata sulla inclusività crescente anche delle imprese marginali e delle persone meno produttive senza cedere alla scorciatoia della assistenza. Lo sviluppo di Mediterranea coinciderà con lo sviluppo e la crescita e la nascita delle imprese che vi opereranno; imprese che non possono più pagare per servizi che non hanno.

Mediterranea dovrà riprendersi la responsabilità di forgiare il proprio futuro e quindi deve riappropriarsi delle proprie risorse iniziando dalla energia verde prodotta con il suo sole e il suo vento; produzioni di energia che dopo aver ammortizzato gli impianti fissi e aver realizzato un notevole profitto, ormai vengono prodotte a costi vicini allo zero; energia che va oggi ad ingrassare altri che pagano le tasse altrove lasciando che le nostre imprese paghino bollette pari a quelle delle imprese allocate in aree consumatrici e ricche ma che non producono sufficiente energia verde. Il nostro sacrificio ambientale (e quindi turistico e agricolo) e comunque le nostre risorse “verdi” -appunto il sole e il vento- non ci vengono accreditate e le bollette non ci vengono scontate. Sono risorse dei cittadini mediterranei e non della loro classe politica spesso di infimo ordine e selezionata dai partiti con sede e cervello altrove proprio in base al suo basso livello culturale. Quindi mai parti o la totalità dei ricavi di tali risorse devono andare alle multinazionali che non sono proprietarie del sole e del vento né, tanto meno, ai politicanti locali ma direttamente ai cittadini in ragione del consumo che fanno di energia perchè se l’ambiente e il sole è di tutti anche di tutti deve essere il vantaggio che se ne ricava; cioè questa è la giusta allocazione di questa risorsa! Così facendo si tonifica il mercato locale e si rendono più competitive le imprese locali esposte ai rigori della concorrenza ineguale delle multinazionali alleate della politica nazionale e sovranazionale compensando parzialmente le diseconomie subite dalla mancanza di infrastrutture e dai danni e costi ambientali e paesaggisti subiti..

Anche le energie fossili devono tornare ai loro legittimi proprietari che sono i cittadini di Mediterranea e non certo le caste politiche che li governano, né gli estrattori che hanno diritto a vedersi restituire le spese occorse alla estrazione e un giusto profitto. Mediterranea è la seconda produttrice di petrolio d’Europa e serve adottare anche in Italia il modello norvegese che rispetta la titolarità di quella proprietà che non è e non può essere altri che dei cittadini. Usualmente se un’area ha il petrolio la popolazione è ricca tranne che in quei posti in cui le multinazionali, forti delle concessioni avute dalle autorità locali come accade in Libia o altrove, portano altrove quelle risorse; lo stesso, come detto, accade per l’energia verde. Trattare Mediterranea e segnatamente la Basilicata, alla stessa stregua di territori africani o asiatici o americani del sud, è inaccettabile; essere poi lasciati letteralmente a se stessi e poi essere costretti a pagare le tasse come se si fosse beneficiari degli stessi servizi delle aree ricche sembra una vera beffa.
Tutto questo significa che l’intera area è energeticamente profondamente diversa dalle altre aree e quindi deve dotarsi di una Autorità per l’energia specifica per questa economia in profonda trasformazione.

L’altra risorsa decisiva di Mediterranea è il risparmio che tradizionalmente è eccedentario rispetto alle richieste locali. È necessario che il risparmio rimanga lì dove si è formato, (spesso con indicibili privazioni) e ivi investito con contratti di finanziamento che siano pensati ad hoc per le imprese minori locali. Ovviamente va ricostituito un sistema creditizio che riesca a riempire i vuoti lasciati dallo scippo del Banco di Napoli e quello ancora più grave (anche se più “piccolo”) della Banca Popolare di Bari; per non voler ricordare le altre decine e decine di banche scomparse negli ultimi decenni.

Inoltre la dotazione infrastrutturale di Mediterranea è una frazione di quella delle altre aree d’Italia e dunque non può essere accettato che il sistema fiscale sia lo stesso. Due aree molto diverse come potrebbe essere l’Albania e la Ruhr, il Nord Italia e il Montenegro non possono avere lo stesso sistema fiscale. La legislazione fiscale va profondamente diversificata non tanto per ridurre il gettito -che responsabilmente riteniamo necessario garantire- ma per azzerare la burocrazia e il rischio di accertamenti che per le imprese minori che non hanno i mezzi e la cultura adatti a reggere la odierna imposizione fiscale.

Un fisco differente, bollette più leggere, benzina più economica sono gli ingredienti necessari per una maggiore giustizia sulla quale si può poggiare il futuro del recupero della nostra competitività a tutto vantaggio anche dell’intera area vicina a Mediterranea.

Corollario non secondario è la fine del periodo degli “aiuti” sia che siano a fondo perduto o a credito d’imposta. Erogare parti peraltro significative del gettito fiscale per il rifacimento delle facciate dei palazzi o per il ristoro dei bilanci delle multinazionali che operano in Mediterranea è assolutamente fuori non solo dalla legislazione europea ma anche della logica più elementare e, qual che più conta, dai nostri interessi e dalla equità. Le risorse pubbliche fornite dai contribuenti vanno utilizzate per colmare il colpevole ritardo nei settori primari dell’attività pubblica: la sanità, la scuola, la sicurezza, la giustizia vanno modernizzati e efficientati con precedenza assoluta. Lo sviluppo futuro potrà essere sostenibile e duraturo solo se poggiato su risorse endogene e non certo su regalie di qualunque genere da qualunque bilancio provengano. L’epoca dei “trasferimenti” ha dimostrato di non essere stata all’altezza delle attese e quindi deve essere chiusa senza rimpianti. Né elemosinare poche o tante opere pubbliche che avrebbero dovute essere edificate da decenni può essere una qualunque forma di politica.
La nuova regola è quella dei fattori della produzione (energia, stato, risparmi) che vadano pagati a chi li produce e da chi li usa per il loro valore e nella misura in cui vengono utilizzati. Terminando con lo spreco delle risorse pubbliche per aiutare questo o quel settore.

CHE E’ LA REGOLA-BASE DI OGNI ECONOMIA CHE E’ CONFORME ALLA CULTURA E IDENTITA’ DI MEDITERRANEA; CULTURA CHE SI E’ DEPOSITATA PER VOLERE DEL SUO POPOLO NELLA SUA STORIA MILLENARIA.  
A TUTTI I MERIDIONALISTI D'ITALIA

Napoli, 13 marzo 2024

Senza scontentare gli 8X1000 e i 2X1000, chi condivide il nostro impegno di meridionalismo puro può destinare gratuitamente il 5X1000 delle sue tasse ad Azione Meridionalista per rendere la sua "AZIONE" sempre più efficace.
POST DEL PRESIDENTE
AZIONE MERIDIONALISTA A FORLI'

Napoli, 01 marzo 2024

Il 10 febbraio è stato presentato a Forlì il romanzo "I mali del sud" di Gerardo Magliacano, che racconta la vita di Sossio Picariello, un giovane ribelle nella periferia romana. L'evento affronterà anche i problemi e le potenzialità del Meridione.
Un sentito complimento ad Antonio Palumbo, nostro attivista, che ha portato a Forli le nostre istanze. L'articolo è stato pubblicato sulle 2 versioni (digitale e cartacea) del Resto del Carlino di Forlì. Facciamo le nostre migliori congratulazioni ad Antonio per aver realizzato un piccolo passo avanti nella realizzazione del nostro principale slogan - obiettivo: Uniti nella Verità.
POST DEL PRESIDENTE
MERIDIONALISTI DELL'ULTIMORA

Napoli, 20 febbraio 2024

Noto con grande soddisfazione che l'impegno svolto in questi lunghi 26 anni (insieme a tanti altri) ha modificato lo spirito e le convinzioni di moltissimi italiani (sia a Sud che a Nord), l'onesta intellettuale non ha patria. Sono diventati tutti meridionalisti nel senso che hanno compreso che quello che hanno studiato a scuola che ha portato all'Unità d'Italia era sostanzialmente falso, narrazione necessaria a sottomettere socialmente ed economicamente una parte della popolazione (meridionale) nell'interesse di un'altra (Centrosettentrionale). E cosi si è creato il famoso divario Nord - Sud del Paese inesistente nel 1861.
Ed ora? Ora tutti i politici asserviti e strumentali alla gestione dei territori meridionali avvertono che il vento sta cambiando e che per poter mantenere il potere è necessario cambiare casacca. Prendiamo ad esempio i 2 politici più rappresentativi di questo territorio. Il Presidente della Regione Campania (al secondo mandato) e il Sindaco del Comune di Napoli. Non farò i loro nomi in quanto l'essenza del mio discorso non cambierebbe con altre persone al potere.

Il Presidente della Regione, dopo circa 8 anni di incarico si accorge svegliandosi da un colpevole sonno che la Regione Campania è penalizzata fortemente nel riconoscimento dei mezzi statali e si accorge che i meridionali sono costretti a combattere quotidianamente contro una dannosissima e falsa retorica antimeridionale che li penalizza nella competizione. Allora cambia casacca e mette quella di un improbabile Masaniello. Di certo non dimentichiamo quando nel 2011 il Presidente della Regione Campania dichiarò: " I napoletani sono geneticamente ladri". Qualcuno mi deve spiegare le differenze con le dichiarazioni o le canzoncine di Salviniana memoria.

Il Sindaco di Napoli addirittura è costretto ad abiurare la sua fede juventina per raccogliere consenso. Non vedo cosa ci sia di male a tifare Juventus in quanto il problema non è tifare Juventus ma condividere alcune malefatte realizzate nell'interesse di questa squadra ( e non è la sola strisciata che ha alterato il corso del campionato per oggettivi favoritismi). Concludendo ritengo giusto fare un doveroso appello a chi deve votare il politico di turno nella speranza che faccia gli interessi del territorio.

Persone attentamente selezionate dalla sistema centrale e utilizzate come il pifferaio magico di Hamelin, la famosa fiaba tedesca dei fratelli Grimm, che racconta di come, per liberare un paese dai topi, fu ingaggiato un magico suonatore del piffero che aveva il potere di riunirli e gestirli suonando magiche note. A buon inteditor ... poche parole.

Giancarlo Chiari
Presidente del Consiglio Direttivo di Azione Meridionalista
 
POST DEL PRESIDENTE
A ROMA VIENE ISTITUITO IL MUSEO DEL RICORDO.
UNA BUONA OCCASIONE PER CHIEDERE DI RICORDARE ANCHE LE VITTIME
DEL CRUENTO PROCESSO DI UNIFICAZIONE NAZIONALE

Napoli, 2 febbraio 2024

Un plauso a chi ha pensato di istituire il Museo del Ricordo a Roma per ricordare le vittime delle Foibe ma a questo punto se abbiamo un Museo del Ricordo iniziamo a ricordare anche le vittime (da ambo i lati) del cruento processo di unificazione nazionale. Ho scritto ed inviato al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano la seguente lettera.

Napoli, 02/02/2024  a: ministro.segreteria@cultura.gov.it

Oggetto: richiesta di ampliamento sale del Museo del Ricordo

Egr. Ministro Gennaro Sangiuliano, le scrivo nella mia qualità di presidente dell’associazione Azione Meridionalista ETS APS impegnata nel determinare e supportare il revisionismo risorgimentale inerente il cruento processo di unificazione nazionale patito dalle popolzazioni italiane e più nello specifico da quelle meridionali che hanno più di altri patito negli accadimenti passati, presenti e futuri che hanno visto nascere l’unità d’Italia.
Abbiamo recentemente apprezzato l’istituzione del “Museo del Ricordo” e della “Fondazione Museo del Ricodo" che ne provvede alla gestione finalizzata alla memoria delle vittime delle Foibe.
Cosi recita la prima parte del primo comma dell’art.1) del disegno di legge che istituisce il Museo del Ricordo “Al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani ...
Ebbene, noi di Azione Meridionalista riteniamo che I tempi siano maturi per ampliare il neo nato Museo del Ricordo implementandolo con sale dedicate al Ricordo dei sacrifici economico ed esistenziali patiti dalle popolazioni meridionali nel cruento processo di unificazione nazionale che ha comportato centinaia di migliaia di morti (qualcuno parla di un milione) nel decennio 1861 – 1871. Sembra che dall’altra parte ovvero da parte della forza unificatrice ci siano stati più di 20.000 morti (“più di tutti quelli delle guerre di indipendenza- Indro Montanelli). Dati da offuscare quelli delle Foibe che risultano essere “solo” tra le cinquemila e le diecimila unità.
La memoria della stragrande maggioranza dei morti meridionali è stata infangata con l’appellativo di “briganti” sottintendedone la matrice criminale oramai superata dalla storiografia odierna e anche da quello che dicono i libri di Storia dall’anno scolastico 2018/19 che parlano di guerra civile etichettata come brigantaggio (vedi file allegato).
Orbene se non esistono più i “briganti” riteniamo necessario rivalutare la loro memoria e il loro sacrificio restituendogli la loro dignità di ribelli, insorgenti, resistenti, combattenti e mai più criminali. Anche perchè tale memoria continua ad essere infangata quotidianamente dal Museo Cesare Lombroso che “ricorda”, a decine di scolaresche e avventori che lo frequentano, mediante l’esposizione dei loro teschi e delle convinzioni oramai dichiarate dalla scienza destituite di ogni fondamento, come le dimensioni della fossetta occipitale mediana cranica, che caratterizzava chi viveva nel meridione d’Italia, desse una fondata certezza sull’inclinazione al crimine dei meridionali. Ritengo di non commentare ulteriormente tale affermazione sulla quale si sono basate le convinzioni di decine di generazoni alimentando la narrazione antimeridionale perchè basata su fondamenta scientifiche.   
Va da sé che il ricordo debba essere esteso anche a chi era dall’altra parte. I morti non hanno casacca. Il cruento processo di unificazione nazionale ha comportato una vera e propria guerra civile in quanto nonostante i plebisciti (da taluni ritenuti farsa), le modalità di gestione del territorio meridionale hanno portato a vastissime insurrezioni con la messa in stato di assedio delle provincie meridionali.
Il 4 luglio 2022 abbiamo organizzato il Convegno Meridionalista a Montecitorio che si tenne nell’Aletta del Palazzo dei Gruppi parlamentari nel quale approfondimmo e provammo I temi sopra indicati. Il Convegno è registrato sui server della Camera dei deputati ed è visionabile cliccando sul seguente link: evento | WebTV (camera.it) . Per rendere più agevole la visione abbiamo messo a punto un efficace indice degli argomenti che si allega alla presente. In attesa di un riscontro alla nostra richiesta, cogliamo l’occasione per porgerle i nostri più cordiali saluti … meridionalisti.     
Giancarlo Chiari
Presidente del Consiglio Direttivo
POST DEL PRESIDENTE
MAI PIU' BRIGANTI

Napoli, 26 gennaio 2024

Briganti, ribelli, insorgenti, resistenti, combattenti. Quale definizione per queste persone morte per difendere il territorio da una invasione mascherata da unificazione? Io la mia parte l'ho fatta per redimere la loro memoria e cancellare la parola briganti. Ora nei libri di Storia si studia " una guerra civile etichettata come brigantaggio " . Spariscono i briganti che si trasformano in Resistenti e Oppositori. Mai più criminali. UNITI NELLA VERITA'
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
PARTECIPAZIONE A PROGRAMMA TV

Napoli, 5 dicembre 2023

Venerdì scorso Azione Meridionalista è intervenuta per la terza volta di seguito nella trasmissione "Punti di Vista" condotta da Sergio Angrisano ( la sesta puntata ). Stavolta abbiamo parlato della petizione 748/2015 dichiarata ammissibile dal Parlamento europeo il 17 marzo 2016 (giorno in cui in Italia si celebrava il 155° Anniversario dell'Unità d'Italia). Chi scrive pensa che tale petizione ha avviato il percorso di rilancio del meridione d'Italia che per la prima volta è divenuto un obiettivo europeo. Un Italia matrigna da sola non ce l'avrebbe fatta intrisa come è ancora di pregiudizi e comportamenti antimeridionali.  Per vedere o rivedere la puntata del primo dicembre cliccare qui
Dall'anno scolastico 2018/19 nelle scuole italiane
Convertito in legge n°18 del 17 febbraio 2017
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
PARTECIPAZIONE A PROGRAMMA TV

Napoli, 27 novembre 2023

Venerdì scorso Azione Meridionalista è intervenuta nuovamente nella trasmissione "Punti di Vista" condotta da Sergio Angrisano ( la quinta puntata ). Stavolta abbiamo presentato il progetto che A.M. intende realizzare ovvero un audiovisivo a puntate dal nome "Processo al Risorgimento nel meridione d'Italia".   Per vedere o rivedere la puntata del 24 novembre cliccare qui
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
PARTECIPAZIONE A PROGRAMMA TV

Napoli, 23 novembre 2023

Venerdì scorso si è parlato di meridionalismo nella trasmissione Punti di Vista condotta da Sergio Angrisano. Con Azione Meridionalista sono intervenuti il Prof. Vincenzo Gulì, Pietro Appollonio e Pasquale Mocerino. Per rivedere la puntata del 17 novembre cliccare qui
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
PREMIAZIONE - CONFERIMENTO DELLO SPILLINO DELL'ASSO DI BASTONI
Napoli, 6 novembre 2023

Il 3 novembre scorso è stato conferito lo spillino dell'Asso di Bastoni a Sergio Angrisano, giornalista e conduttore televisivo per aver presentato il Convegno Meridionalista a Montecitorio del 4 luglio 2022 tenutosi presso l'Auletta del Palazzo dei Gruppi parlamentari. Il Convegno rappresenta una fondamentale tappa verso il riconoscimento delle istanze meridionaliste portate al livello più alto consentito dall'Italia nel luogo assegnato all'incontro tra istituzioni e cittadini. Il Convegno è stato registrato sui server della Camera dei deputati e visionabile on demand cliccando qui. Per rendere più agevole la visione è stato predisposto un indice che consente di poter guardare gli argomenti che più interessano, per aprire l'indice cliccare qui.
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
AZIONE MERIDIONALISTA VUOLE REALIZZARE IL "PROCESSO AL RISORGIMENTO NEL MERIDIONE D'ITALIA"

Napoli, 23 ottobre 2023

La nostra associazione risulta assegnataria di un contributo a fondo perduto finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU, in ambito PNRR nel programma TOCC (Audiovisivi e Radio).

Da sempre impegnati nell'azione di sensibilizzazione alle tematiche meridionaliste abbiamo presentato a INVITALIA, agli inizi dell'anno, una domanda per accedere alle agevolazioni per realizzare un audiovisivo a puntate che abbia come focus il Risorgimento italiano nel meridione d'Italia. Il Layout scenografico sarà un'aula di tribunale stile statunitense: penso che ognuno di noi ne avrà viste tante, in film o serie televisive di produzione americana, appassionandosi al contradittorio tra accusa e difesa che cercavano di porre le giuste domande ai vari testi di parte per dimostrare le proprie ragioni. Con gli avvocati, la voce del pubblico e i testi (persone di riconosciuta competenza con riguardo al periodo risorgimentale nel meridione d'Italia), ci sarà un giudice, un cancelliere, una giuria popolare, un pubblico in aula e uno da casa a rappresentare ciascuna regione italiana.

Ogni persona, che a vario titolo parteciperà al programma, sarà ricompensata, pro quota, per il suo impegno, dalla vendita o cessione dei diritti di riproduzione. Saranno stipulati contratti di associazione in partecipazione ad esclusivo apporto di lavoro.

Ad integrazione della quota di contributo a fondo perduto stanziato dall'Europa sarà possibile contribuire, per ditte o società, mettendo a disposizione di Azione Meridionalista beni e servizi finalizzati alla realizzazione dell'audiovisivo stipulando un contratto di sponsorizzazione o anche, per le persone fisiche, mediante l'elargizione di erogazioni liberali in danaro detraibili o deducibili dalla propria dichiarazione dei redditi.

Di seguito la bozza, quasi definitiva, di tutti i ruoli da assumere o interpretare per la realizzazione dell'audiovisivo. Sono aperte le richieste di candidatura. Basterà compilare il modulo previsto cliccando sul link che segue.       
RICHIEDI DI PARTECIPARE AL "PROCESSO AL RISORGIMENTO NEL MERIDIONE D'ITALIA"
Cliccare sul seguente link, NON modificando l'indirizzo E-mail che appare, digitare la password " azione1861 ", compilare i campi del modulo e spedirli con il tasto Invia. Accedi da qui
APPELLO DEL PRESIDENTE DI AZIONE MERIDIONALISTA
INIZIAMO A DIFFONDERE LA CONOSCENZA E DIFENDERE UNA LEGGE CHE PUO' ANNULLARE IL DIVARIO TRA CENTRO NORD E SUD DEL PAESE



Napoli, 17 ottobre 2023

Siete tutti invitati a questo importante convegno in cui si parlerà dello strumento in grado di avviare un VERO recupero del divario tra Nord e Sud del Paese partendo dal principio che mi onoro di aver ispirato e scritto nella *pagina 69 della petizione 748/2015 (Richieste)*, dichiarata ammissibile dal Parlamento europeo, il 17 marzo 2016, che ha generato una legge dello Stato italiano, conosciuta impropriamente per esigenze di sintesi giornalistica, *come Legge del 34%*.
 
Sto parlando della legge 18 del 17 febbraio 2017 (derivante dal DL 243 del 29 dicembre 2016) al cui art. 7 bis si riconoscono contributi ordinari dello Stato *commisurati alla percentuale di popolazione residente nel meridione d'Italia* rilevata dall’ISTAT ogni anno (oggi circa il 34%). Tale principio sostituisce il precedente principio cosiddetto della *Spese Storica* (circa il 20/22% del totale erogato in Italia). Giusto per essere concreti stiamo parlando di *un incremento di circa il 55%* del danaro che ciascuna amministrazione centrale dello Stato (i Ministeri e la Presidenza del Consiglio) deve devolvere alle 8 regioni meridionali. *Precisamente 4.2 miliardi di euro in più ogni anno*.
Estendendo tale principio anche alla produzione di beni e servizi da realizzare nel meridione del Paese, la cosiddetta Questione italiana erroneamente chiamata questione meridionale verrà finalmente risolta. 😊 Spero non abbiate cose più importanti da fare sabato prossimo.
Tale principio sostituisce il precedente principio cosiddetto della *Spese Storica* (circa il 20/22% del totale erogato in Italia). Giusto per essere concreti stiamo parlando di *un incremento di circa il 55%* del danaro che ciascuna amministrazione centrale dello Stato (i Ministeri e la Presidenza del Consiglio) deve devolvere alle 8 regioni meridionali. *Precisamente 4.2 miliardi di euro in più ogni anno*.
 
 
Estendendo tale principio anche alla produzione di beni e servizi da realizzare nel meridione del Paese, la cosiddetta Questione italiana erroneamente chiamata questione meridionale verrà finalmente risolta. 😊 Spero non abbiate cose più importanti da fare domenica prossima.
 
 
*Nota:* Per tentare di rendere meno efficace tale legge, la Lega, intesa come punta dell’iceberg di tutto il PUN (Partito Unico del Nord) ha riproposto *l’Autonomia Differenziata tra le regioni italiane* che vorrebbe ridurre la base su cui applicare il 34%. Tentativo destinato al fallimento per prese di posizione istituzionali sia italiane che europee.
 
 
La lega, che ci ha messo la faccia, è stata punita alle ultime elezioni regionali dimezzando il numero dei suoi consiglieri da 27 a 14).
 
 
Un altro sostanziale indizio contro tale provvedimento e la fuoriuscita (avvenuta ai primi di luglio scorso) dalla Commissione LEP di autorevoli suoi esponenti, gli ex presidenti della Corte Costituzionale *Amato e Gallo*, l'ex presidente del Consiglio di Stato *Pajno* e l'ex ministro della Funzione pubblica *Bassanini* non lavoreranno più al progetto voluto dal ministro Calderoli: "*Non ci sono più le condizioni per una nostra partecipazione. Il nodo sta nell'individuazione delle finanze necessarie per procedere con la riforma e nello scarso ruolo attribuito al Parlamento.”*
 
L’Autonomia Differenziata non si farà mai e sarebbe il caso che alcuni presunti meridionalisti abbiano il coraggio di prenderne atto e di non fare il gioco nordcentrico come preziosi amici del giaguaro. 😊

APPELLO DEL PRESIDENTE DI AZIONE MERIDIONALISTA
APPELLO DI AZIONE MERIDIONALISTA A TUTTI I MERIDIONALISTI ITALIANI
A CONDIVIDERE LA PETIZIONE N°147 DEL 30 NOVEMBRE 2022

Napoli, 5 ottobre 2023

Come ricorderete il 4 luglio 2022 si è tenuto a Roma, nell'Auletta del Palazzo dei Gruppi parlamentari, lo storico Convegno Meridionalista a Montecitorio registrato sui server della Camera dei deputati ( clicca qui per vederlo ) Clicca qui per scaricare l'Indice del Convegno.

Alla fine dello stesso, il MARSS, oggi Azione Meridionalista ETS APS, presentò la seguente petizione che per competenza fu trasmessa alla 1a Commissione permanente (Affari costituzionali) della precedente Legislatura e poi reiterata a quella attuale che le assegnò il n° 147 (prot. 186/S del 30 novembre 2022).

L'approvazione di ciascun punto della petizione è in grado di avviare finalmente un percorso teso a ridurre e infine azzerare il divario economico finanziario e sociale tra il Centro Nord e il Sud del Paese.

Chiunque condividesse le nostre convinzioni leggendo il testo della petizione sotto riportato è pregato di inviare via E-mail all'indirizzo: commissione1@senato.it  e per conoscenza a: direzione@azionemeridionalista.it , scrivere nell'oggetto: Condivisione Petizione 147/2022 e nel corpo della E-mail inserire il seguente testo: "Condividendo il testo della petizione 147 presentata da Azione Meridionalista con prot. 186/S del 30 novembre 2022 si invita la 1° Commissione permanente (Affari costituzionali) ad esaminarla celermente per avviare il percorso che porterà alla riduzione / azzeramento del divario socio-economico-finanziario esistente tra l'area Centro Nord e il Sud del Paese iniziato con il cruento processo di unificazione nazionale."

TESTO DELLA PETIZIONE PRESENTATA IL 4 LUGLIO 2022 E REITERATA NELLA NUOVA LEGISLATURA IL 30 NOVEMBRE 2022

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
protocollo.centrale@pec.quirinale.it
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
presidente@pec.governo.it
AL PRESIDENTE DEL SENATO
petizioni@senato.it
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
camera_protcentrale@certcamera.it
AL PARLAMENTO EUROPEO - COMMISSIONE PETI
Spedita via posta ordinaria raccomandata.

Il sottoscritto Giancarlo Chiari, nato a Napoli il 19 aprile 1961 e residente in Giugliano alla Via Aniello Palumbo, 173, C.F CHRGCR61D19F839L, nella qualità di Presidente dell’Associazione MARSS Movimento Associativo per la Revisione della Storia del Sud Italia con sede legale corrente in Napoli al Centro Direzionale Isola C2 Scala D, C.F. 95146270632, il quale dichiara di voler ricevere tutte le comunicazioni inerenti la presente petizione ai seguenti recapiti: pcd@assomarss.it
PREMESSO CHE
Le popolazioni dell’Italia del Sud da oltre 161 anni vivono una condizione di colonia interna che ha origine dall’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna nel 1861; da quel momento risulta essere iniziata un’attività di denigrazione degli uomini e delle donne del Meridione che ancora oggi prosegue con sempre maggiore vigore, raggiungendo, a volte, esasperati livelli di razzismo. Quest’azione denigratoria ha avuto la sua origine con l’annullamento della plurisecolare storia dello Stato Meridionale che risulta essere stata modificata e raccontata ad uso e consumo della parte settentrionale del nostro Paese, allo scopo di trasferirvi le ricchezze economiche ed umane presenti al Sud. Infatti, nel 1861 il neonato Regno d’Italia nasce la cosiddetta “Questione Meridionale” che, invece, è senza ombra di dubbio da considerare “Questione Italiana” con tutto quel che ne consegue. Le modalità di annessione vissute da entrambi gli schieramenti come una invasione, ma ricordate storicamente come unione condivisa, sono alla base dei fattori di debolezza che hanno minato da quel momento la nascita di uno Stato effettivamente unito generando buona parte delle problematiche sociali ed economiche italiane. Quello che è successo a partire dalla metà del 1860
in poi ha comportato gravissimi danni sociali ed economici alle popolazioni meridionali, sfociati in una profonda ed ingiusta discriminazione nella quale, gli unificatori, sottraendo al Meridione ingentissimi mezzi e risorse finanziare, non potevano fare altro che giustificare tali sottrazioni con una presunta superiorità. Il fenomeno dell’immigrazione verificatosi dopo l’Unità d’Italia è senz’altro un’altra prova inconfutabile delle inaccettabili condizioni alle quali furono soggetti gli abitanti del meridione d’Italia. In pratica, i milioni di emigranti che hanno lasciato la propria terra nel corso dei decenni, lo hanno fatto perché lesi nei diritti dei popoli e degli individui che oggi si ritiene fondamentale tutelare. In definitiva, i vincitori uniscono il Paese con la forza e con accattivanti promesse, appropriandosi, di fatto, delle ricchezze dei vinti per finanziare il loro sviluppo e pagare i propri debiti, cercando di sedare la rivolta nel sangue per ricondurre all’ordine la popolazione, utilizzando parte di essa per identificare ed eliminare gli insorti ed i loro collaboratori; in pratica il Sud diviene una vera e propria Colonia interna dell’Italia. In tale situazione i vinti passano dal benessere generalizzato ad una progressiva povertà diffusa ed una vasta parte della popolazione insorge per difendere il suo status ed i suoi averi. Le dimensioni del conflitto toccano quasi ogni famiglia del Sud d’Italia e chi non sa adattarsi a vivere in questa situazione ha davanti a sé una sola scelta: Brigante o Emigrante e il Restante, nel senso che chi è rimasto, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco assumendo talvolta comportamenti criticabili.
Si ritiene, altresì, necessario evidenziare che la petizione qui formulata è stata resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione fornita dai relatori del Convegno intitolato “Meridione d’Italia – La ultracentenaria questione italiana – Genesi, Gestione, Conseguenze e Soluzioni” tenutosi il giorno 04.07.2022 presso l’Auletta del Palazzo dei Gruppi Parlamentari a Montecitorio, i cui principali atti si allegano alla presente e, pertanto, si ringrazia per il lavoro svolto i Sig.ri Chiari Giancarlo, Pompeo De Chiara, Luigi De Maio, Vincenzo Gulì, Roberto Longo, Stanislao Napolano, Corrado Riggio, Lorenzo Terzi, Canio Trione.
Tanto premesso, il sottoscritto nella qualità, formula la presente
PETIZIONE POPOLARE
Affinché:
1) Si abbia una vera e propria definitiva revisione storica con il riconoscimento delle vere cause e delle modalità che hanno portato all’unificazione nazionale prima ed alle discriminanti modalità di gestione delle popolazioni. È necessario che formalmente siano riconosciuti i sacrifici economici ed esistenziali patiti dalle popolazioni dell’Italia Meridionale e, per tale motivo, si chiede che venga istituita una Giornata alla Memoria che possa restituire la dignità ad una parte della popolazione italiana che ha fortemente contribuito all’unificazione nazionale. Inoltre, si chiede lo Stato finanzi l’attività informativa e divulgativa, da svolgere mediante i mass-media nazionali e regionali, che consenta a chi ha studiato a scuola la Storia in chiave pre-revisionista di venire informato del nuovo corso. Si richiede un passaggio in tal senso da parte delle più alte cariche dello Stato in primis da chi ha la sua rappresentanza ovvero del Presidente della Repubblica in un messaggio alla Nazione;
2) Venga applicato concretamente l’articolo 7 bis del D.L. 29/12/2016 n. 243 in virtù del quale con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia, sentito il Ministro per il Mezzogiorno, da emanare entro il 30 giugno 2017, siano stabilite le modalità con le quali verificare, con riferimento ai programmi di spesa in conto capitale delle amministrazioni centrali, individuati annualmente, se ed in quale misura, a decorrere dalla Legge di Bilancio per il 2018, le stesse amministrazioni si siano conformate all’obiettivo di destinare agli interventi nelle regioni del Meridione un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento. È necessario altresì evidenziare che nell’applicazione della sopra dichiarata norma non debba essere applicata la ventilata autonomia differenziata proposta da uno sparuto numero di regioni del centronord poiché questo significherebbe svuotare il senso stesso della norma in quanto alle regioni meridionali andrebbero
riconosciute meno risorse rispetto a quelle dovute. Del resto, l’ipotesi di autonomia differenziata presenta aspetti di palese incostituzionalità che minano la coesione del territorio nazionale.
3) Si valuti con attenzione l’effettiva utilità del ministero del Sud e della coesione sociale che al momento risulta essere solo un filtro delle istanze meridionali ma nel concreto oltre a tante manifestazioni fatte di recente o in anni passati non si è mai concretizzato nulla di effettivamente costruttivo. Sembra che tale istituzione confermi la circostanza in virtù della quale il meridione d’Italia sia ancora considerata una colonia interna del nostro Paese non esistendo per le altre parti analoga figura.
4) Si proceda ad una rivisitazione del sistema tributario che oggi coinvolge i processi di produzione, in special modo per quelle aziende con attività produttive nel Mezzogiorno, ma con sedi legali al nord, ciò comporta una sottrazione di risorse per gli enti regionali, in quanto il gettito fiscale prodotto qui al sud viene dirottato al nord; l’altro aspetto è quello dell’accesso al credito che esige la costituzione di una banca locale, che come “mission” deve avere una connotazione esclusiva di sostegno alle imprese che operano nel Mezzogiorno con sedi legali nel Mezzogiorno. In questo contesto provvedere al censimento delle “start up” così da avviare una rete che inneschi processi di sviluppo tendenti ad allargarsi, particolarmente nelle aree interne, e da questo, immaginare l’avvio di progetti per la costruzione di infrastrutture, così da rendere facilmente accessibili le aree interne e il passare dalla costa tirrenica a quella adriatica e raggiungere rapidamente anche la costa ionica. In quest’ottica di un approccio nuovo per i problemi del Mezzogiorno, vi è la necessità di rivedere anche l’accesso delle regioni del nord alle fonti energetiche qui presenti, sia quelle fossili che quelle rinnovabili, riconoscendo al Mezzogiorno non solo le royalties in modo più appropriato, ma rivedendo anche i costi di trasporto della materia prima, che nel sud dovrebbero essere molto inferiori rispetto alle regioni centro settentrionali.
5) Anche con riferimento al punto precedente si chiede la creazione della Regione unica del Mezzogiorno. Le proposte e i progetti di sviluppo per il Mezzogiorno hanno una necessità, quella di essere sostenuta in modo forte e deciso, senza infingimenti e inganni, da qui la proposta di un’unica area, da trasformarsi in una unica Regione, in quanto essa poggia come idea e come valenza, a quella per cui le nazioni europee hanno dato vita all’Europa Unita. In tale ottica, quindi, se le nazioni europee sono state costrette a unirsi per sostenere le sfide globali, l’unione delle sei regioni del mezzogiorno peninsulare è vitale! È il solo modo per superare l’attuale loro condizione di grave debolezza, per cui necessita avere una forza contrattuale che permetta di sostenere le esigenze del nostro Mezzogiorno. Una Regione Mezzogiorno forte e coesa sarà sicuramente anche il soggetto valido che potrà avviare iniziative nel contesto del Mediterraneo con autorevolezza e credibilità, proponendosi a divenire punto di snodo tra l’Europa e il continente africano e porta d’accesso da oriente. Bisogna quindi avviare una iniziativa forte di sostegno alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, come primo passo politico, con il coinvolgimento delle forze politiche che recepiscano tale strategia come vero cambiamento e che condividano le motivazioni per cui necessita una unica Regione del Mezzogiorno. Quanto descritto deve essere il cuore del manifesto politico che andrà meglio definito e ulteriormente sviluppato e portato a conoscenza dei cittadini meridionali, al fine di comprendere e sostenere una strategia finalmente credibile per il nostro Sud, senza intaccare l’unità italiana, ma creando i presupposti di un rispetto reciproco tra il nord e il sud, dove il Mezzogiorno d’Italia può divenire la locomotiva dello sviluppo che potrà portare l’Italia fuori dalle secche dove oggi si trova.
6) Si stabilisca il costo del danaro basato sulla situazione territoriale ovvero si preveda che l’autorità monetaria nel suo compito statutario di combattere l’inflazione e la deflazione preveda tassi d’interesse per i fruitori di credito più alti lì dove il tasso di inflazione, ponderato con il tasso di disoccupazione, è più alto. Inoltre, si chiede di forfettizzare l’imposizione diretta e non l’aliquota per le imprese fino a cinque milioni di euro di ricavi annui calcolando l’emolumento sostitutivo da pagare ad inizio esercizio sugli studi di settore reali e quindi specifici per le imprese minori. Si proceda, inoltre, alla creazione di un fondo di investimento specifico per il Sud in grado di attrarre risparmio con strumenti finanziari specifici per le esigenze dei risparmiatori meridionali e di collocarlo al Sud con strumenti finanziari adatti alle piccole imprese. Infine,
creare isole galleggianti molto fuori dalla vista delle popolazioni rivierasche che alloggino le strutture che producono energia compreso l’idrogeno verde;
7) Vengano avviate le procedure per l’istituzione della quinta Macroregione Europea (da affiancare alla Baltica, la Danubiana, l’Alpina e l’Adriatico Ionica) al fine di approntare, di concerto con le istituzioni europee competenti, un piano d’azione che possa essere condiviso dagli Stati o regioni di essi, che accetteranno la strategia e ne faranno parte e, quindi, la costituzione di uno Strategy Group composto da persone in grado di fornire slancio e propulsione in tutte le fasi, iniziali, centrali e finali della progettazione e attuazione della Strategia da affiancare, con finalità di interazione, ai funzionari pubblici assegnati alla sua realizzazione.

Il Presidente dell’Associazione MARSS Giancarlo Chiari oggi Azione Meridionalista ETS APS

Si allega:
1) Indirizzo web al Convegno meridionalista a Montecitorio del 4 luglio 2022 dove è possibile assistere al convegno registrato, scaricare il programma e gli atti che sono parte integrante della presente petizione: http://webtv.camera.it/evento/21007

EDITORIALE DEL PRESIDENTE
Perché nel Sud, dopo l'unificazione, un esercito di Liborio Romano
Napoli, 24 settembre 2023

Un amico così ha risposto al mio post immediatamente precedente a questo sulle "Vere ragioni dell'Unità di Italia":
 
*"Caro Giancarlo questa è una metà. Poi bisogna capire perché la classe media delle professioni liberali, dei militari, dei burocrati hanno accettato il classico piatto di lenticchie pagato con i soldi nostri per servire l'Italia CONTRO il Sud. Cosa che si è verificata sempre da allora ad oggi. Un esercito di Liborio Romano che sembra inesauribile. Questo punto se non risolto inficia ogni altra dotta disquisizione .... se lo hanno voluto i meridionali sarà che sono fessi ma contenti loro....... "*
Ho deciso di rendere pubblica la mia risposta a queste tristi considerazioni alla quale non vi è stata replica. Mi sono limitato a fare una copia del contenuto di una delle slides delle presentazioni di sensibilizzazione MARSS poi divenuto AZIONE MERIDIONALISTA realizzate nel corso degli anni seguenti il 2007, anno in cui entrai in possesso della lettera di Garibaldi a Adelaide Cairoli del 7 luglio 1868. Tale copia fu inviata anche al Parlamento europeo perché contenuta nella oramai storica petizione 748/2015 che l'istituzione europea dichiaro ammissibile il 17 marzo 2016.
Questa la mia risposta: "*Qui ti sbagli e di brutto!!!* Non certo sugli esiti ma sul perché. Proviamo a proiettarci con la macchina del tempo negli anni a partire dal 1861 e vediamo cosa è successo nel rapporto tra vincitori e vinti:
 
*Trauma collettivo Nord – Sud da annessione non condivisa che impedisce una vera unità: 2 ruoli diversi un’unica follia*.
 
*I VINCITORI*: Uniscono il Paese con la Forza e Accattivanti Promesse e si appropriano delle Ricchezze dei Vinti per finanziare il loro sviluppo e pagare i loro debiti.
 
*I VINTI*: Passano da una situazione di benessere generalizzato ad una progressiva povertà diffusa. Una vasta parte della popolazione insorge per difendere il suo status e i suoi averi.
 
*I VINCITORI*: Sedano la Rivolta nel sangue avendo a loro volta pesantissime perdite superiori alle tre Guerre di Indipendenza fatte in precedenza.
 
*I VINTI*: I Non insorti si dividono in due categorie: collaboratori degli insorti o collaboratori del regime: una parte della popolazione che appoggia gli insorti paga con la vita la sua scelta.
 
*I VINCITORI*: Per ricondurre all’ordine la popolazione utilizzano parte di essa per identificare ed eliminare gli insorti ed i loro collaboratori.
 
*I VINTI*: Le dimensioni del conflitto toccano quasi ogni famiglia del Sud Italia: il tradimento regna sovrano, l’individuo non crede più nel suo simile. La giustizia amministrata dal vincitore non è affidabile, nasce un sentimento contro lo Stato profondamente radicato in vaste fasce della popolazione. Chi non sa vivere in questa situazione ha solo una scelta: Brigante o Emigrante.
 
*I VINCITORI*: Le Perdite subite e l’atteggiamento assunto dalla popolazione dei territori occupati suscitano odio e desiderio di rivalsa. Il modello della civiltà occupata viene deriso ed osteggiato. Ogni pregio diventa un difetto ogni difetto diventa intollerabile onta. Ogni primato viene cancellato in quanto ritenuto inaccettabile e ostacolo ai tentativi di imporre l’ordine. Governano la popolazione tramite politici locali selezionati fornendogli i mezzi finanziari per gestire le masse ma non il loro sviluppo garantendo uno sbocco costante ai Prodotti delle aziende del Nord tenendo in vita un popolo di consumatori. Il Sud diventa una Colonia interna dell’Italia."
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
La Home Page di Azione Meridionalista ha raggiunto la pubblicazione dei primi 100 post che saranno archiviati nella Home Page1. Per chi volesse vedere i precedenti articoli pubblicati dal 17 novembre 2022 al 18 settembre 2023 basterà cliccare sul seguente link: Home page 1
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