Azione Meridionalista

Promotore dell'iniziativa: Giancarlo Chiari
Data di Costituzione: 28 ottobre 2021
Il cavallo napolitano risale al I sec. D.C., epoca di Virgilio, quando l’icona del Sedile del Nilo fu adottata per la città. Era un corsiero scatenato, rampante e scuro perché costituito da bronzo; raffigurava lo spirito indomito dei napolitani. Storicamente tutti i territori dell’antico Regno di Napoli lo ebbero per emblema.
La triscele siciliana compare nell’isola nel VII-VI sec. A.C. e si armonizza perfettamente con la sua forma triangolare con i bracci che riproducono i tre Capi Peloro, Passero e Lilibeo. In epoca contemporanea ha preso definitivamente la sua forma attuale, presente nell’ultimo Regno di Sicilia.
BROCHURE ISTITUZIONALE
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MEMBRO DEL GRUPPO DI AZIONE MERIDIONALISTA
Senza ricordo non vi è giustizia
di Stanislao Napolano

Napoli, 27 gennaio 2023

Il presidente Mattarella ha esortato a tenere vivo il ricordo dell'Olocausto, ha ribadito che bisogna ricordare! L' afferma  in modo forte e inequivocabile dicendo:" ...senza ricordo non c'è giustizia!". Bene se questo è giusto per la tragedia dell'Olocausto, sarà giusto anche per altre tragedie simili e tra queste bisogna annoverare la conquista piemontese della nazione delle Due Sicilie, bisogna ricordare i massacri di Pontelandolfo e Casalduni, d'Isernia, di Bronte, Auletta, di Campolattaro, la violenza simil nazista nei confronti dei soldati dell'esercito delle Due Sicilie che dopo la resa di Gaeta e di Civitella del Tronto furono trasferiti a marce forzate nella lugubre fortezza di Fenestrelle, in questa fortezza morirono a centinaia perché i carcerieri piemontesi (i fratelli d'Italia) bene fecero tolsero tutti gli infissi dalle finestre della fortezza al fine di far morire assiderati e con malattie i soldati delle Due Sicilie che valorosamente difesero con onore la propria Patria e il proprio Re! A differenza della aristocrazia e delle classi più agiate che si vendettero a Garibaldi, chi di voi sa di queste cose?. Non è per nulla vero che il Popolo si era stufato del Borbone, prova ne è che il Popolo napoletano diede filo da torcere ai piemontesi per oltre tre anni dalla loro occupazione delle terre delle Due Sicilie e dovettero impegnare oltre 150.000 soldati, tra cui bersaglieri e carabinieri per sopraffare il coraggio e il sacrifici di chi difese la propria terra, le proprie case, le proprie donne, i propri figli. Vi è la necessità di ricordare l'infame legge Pica, (parlamentare rinnegato e traditore della propria Patria di nascita abruzzese e vissuto e morto a Napoli), Questo traditore come novello nazista, fece emanare una legge che prevedeva la fucilazione sul posto di chiunque fosse stato in possesso di un fucile, di una pistola, dei ritratti di Re Francesco II e della Regina Maria Sofia o di una Bandiera del Regno delle Due Sicilie. Furono uccise donne e bambini in rappresaglie per domare il nostro Popolo, ma chi ricorda più questa immane tragedia? Solo quando, come ha affermato il presidente Mattarella, ci sarà il ricordo di quei lontani tragici avvenimenti potremo dire che l"Italia si può riappacificare e quindi fare trionfare la giustizia! Non vi possono essere tragedie da ricordare e altre da occultare, non possiamo più permettere che la nostra storia quella delle Due Sicilie e quella precedente del Regno di Napoli e di Sicilia continuino ad essere negate! Un Popolo senza storia sarà un Popolo senza futuro! Il 13 febbraio è la data in cui si commemora il ricordo della resa di Gaeta, questa data ufficialmente viene ricordata da parte della Regione Puglia, oltre che da Gaeta. Questa data deve essere ricordata in tutto il Mezzogiorno (in tutta l'Italia ndr)! Come si ricordano le vittime dell'Olocausto nazista, come si ricordano le vittime delle foibe, così bisogna ricordare le vittime della conquista piemontese della nostra NAZIONE! L'aspetto grave, che poi diviene ridicolo è che i nostri rappresentanti politici, vale a dire i deputati e senatori eletti da noi cittadini del Mezzogiorno, non sono capaci di far valere i nostri interessi, questo è il vero problema!!! Se avessimo gente capace, l'autonomia differenziata chiesta dalle regioni del nord sarebbe già morta e sepolta! Ma questo non è, perché i nostri sono, per la stragrande maggioranza impreparati, non hanno potere all'interno dei loro gruppi politici, non sono capaci di creare una leadership da far scaturire un movimento di difesa degli interessi del Mezzogiorno, per cui siamo alla mercé degli umori e delle bramosie di quelli del nord. E' ora di reagire (ndr).
Indro Montanelli sull'argomento affermava che:
"La guerra contro il brigantaggio, insorto contro lo Stato unitario, costò più morti di tutti quelli del Risorgimento. Abbiamo sempre vissuto sì dei falsi: Il falso del Risorgimento che assomiglia ben poco a quello che ci fanno studiare a scuola".
Dall'anno scolastico 2018/19 - Cambia la Storia nelle scuole
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
Partecipazione al Talk Show
"Casa Bagaria a Villa Domi"
condotto da Emanuela Liaci & Max Cimino

Napoli, 26 gennaio 2023

Stasera, dopo l'esperienza del 5 gennaio (riportata in basso nella home page), parteciperò a Villa Domi all'11ma puntata del Talk Show presentato da Emanuela Liaci organizzato da "Casa Bagaria". Ovviamente parteciperò in qualità di Presidente di Azione Meridionalista ( ex MARSS ) si parlerà di autonomia differenziata tra le regioni d'Italia e di altro.
A.M. farà la sua parte nel criticare aspramente questo incostituzionale tentativo di aumentare il divario tra 3 regioni del Nord e le altre minacciando la coesione del nostro Paese.
SEGNALAZIONE CANDIDATURA
Elezioni in Lombardia
Segnalazione Candidato
Napoli, 25 gennaio 2023

Come sapete Azione Meridionalista non è un partito politico e quindi può incidere sulle scelte politiche soltanto segnalando eventuali candidati che hanno dato dimostrazione di attenzione verso la causa meridionalista. Questo è il caso dell'ex commissario di Polizia, Carmine Abagnale, che si candiderà alle prossime elezioni in Lombardia con il 3°Polo nella lista Calenda.

Carmine ha permesso ad Azione Meridionalista, che all'epoca si chiamava MARSS ( Movimento Associativo per la Revisione della Storia del Sud Italia ), di realizzare a Milano, il 20 novembre 2015, in via dell'Unione 5, presso la sede ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato), una riunione di sensibilizzazione alle tematiche meridionaliste.

A.M. non dimentica chi ci ha permesso di presentare il nostro punto di vista e quindi segnala a chi potrà farlo di approfondire la conoscenza politica di Carmine e, se lo considererà valido, di dargli il suo voto.

A.M. non si schiera politicamente con alcun partito ma punta essenzialmente su quei candidati di partito di provata sensibilità meridionalista.
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
La proposta di autonomia differenziata tra le regioni italiane
Un bluff annunciato  
di Giancarlo Chiari
 
Napoli, 24 gennaio 2023

Carissimi amici, come volevasi dimostrare era un bluff. Calderoli ha modificato il testo sull'Autonomia differenziata regionale. Il Governo ne ha preso le distanze già prima della data delle elezioni in Lombardia. Prevedo crollo verticale dei consensi della Lega alle prossime regionali del 13 febbraio. Gli "alleati" e gli oppositori stanno preparando i presupposti per un buco nel consenso leghista. Andiamo avanti così.
INCONTRI DI SENSIBILIZZAZIONE
Napoli, 21 gennaio 2023

Ieri si è tenuta la prima riunione web di presentazione e sensibilizzazione alle tematiche meridionaliste con la nuova denominazione di Azione Meridionalista dopo le tantissime realizzate negli ultimi anni sia in presenza che via web dal MARSS (Movimento Associativo per la Revisione della Storia del Sud Italia). L'incontro iniziato alle 20:30 é finito alle intorno alle 23:00 e dopo la condivisione di alcune slides da me commentate, ha visto accendersi un interessante dibattito nel quale alcuni punti di vista differenti hanno consentito di chiarire le modalità operative con cui A.M. porterà avanti il suo impegno. Il numero di partecipanti di una riunione di questo tipo è di circa una decina (anche se ieri eravamo in 13) per consentire a ciascuno di intervenire. Nelle prossime inseriremo un tempo massimo di intervento per non dilungarci eccessivamente.

Per poter prenotare la partecipazione ad una prossima riunione basterà richiederlo cliccando sul seguente link e digitando la password azione1861 tutto minuscolo e senza spazi ( senza modificare l'indirizzo E-mail che apparirà ) Accedi da qui
Giancarlo Chiari  
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
L'autonomia differenziata tra Regioni è incostituzionale
 
Applichiamo la legge che ripartisce le risorse nel Paese in base alla popolazione residente nei territori
 
di Giancarlo Chiari
 
 
Napoli, 05 gennaio 2023

 
Io non temo l’Autonomia Differenziata. Essa è incostituzionale in quanto infrange con i suoi effetti la coesione e l’unità del Paese. Ma perché essa è incostituzionale? Vediamo cosa dice la  Costituzione italiana sull’argomento tra i suoi 12 principi fondamentali:
 
 
Articolo 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
 
 
Articolo 3 -Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
 
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
 
 
Articolo 5 - La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
 
 
Ho colorato in giallo la parte della norme che rende incostituzionale l’Autonomia Differenziata e in verde la parte su cui si basa chi la vorrebbe applicare.

Con l’autonomia differenziata si vorrebbero sottrarre agli specifici ministeri nazionali, buona parte delle competenze e quindi i mezzi finanziari per gestirle per assegnarli a ciascuna Regione italiana in aggiunta a quelle che già sono di sua competenza. Le competenze oggetto del contendere sono:

 
 
1.    rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
 
2.    commercio con l’estero;
 
3.    tutela e sicurezza del lavoro;
 
4.    istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
 
5.    professioni;
 
6.    ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
 
7.    tutela della salute;
 
8.    alimentazione;
 
9.    ordinamento sportivo;
 
10. protezione civile;
 
11. governo del territorio;
 
12. porti e aeroporti civili;
 
13. grandi reti di trasporto e di navigazione;
 
14. ordinamento della comunicazione;
 
15. produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
 
16. previdenza complementare e integrativa;
 
17. coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
 
18. valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
 
19. casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
 
20. enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.
 
A tali materie le regioni possono chiedere di aggiungere tre materie attualmente di competenza esclusiva dello Stato:
 
21. giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace;
 
22. norme generali sull’istruzione;
 
23. tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
 

Le regioni che hanno richiesto l’autonomia differenziata sono 3 e precisamente: il Veneto ( tutte le 23 competenze per 41 miliardi di euro), la Lombardia (20 competenze per circa 100 miliardi di euro) ed Emilia-Romagna (16 competenze per circa 43 miliardi di euro) Lo Stato italiano ha un gettito fiscale di 750 miliardi di euro e se passasse l’autonomia differenziata esso si ridurrebbe di 190 miliardi di euro che andrebbero alle 3 regioni richiedenti svuotando le disponibilità delle casse dello Stato che non potrebbe più garantire la coesione e la solidarietà nel Paese bilanciando le diversità socio economiche.

 
Ma perché queste 3 regioni chiedono di gestire maggiori competenze impiegando direttamente  i conseguenti flussi economico finanziari ad esse collegate? Apparentemente dovrebbero essere le regioni più virtuose ma se lo fossero realmente non avrebbero bisogno di tali nuovi mezzi. La realtà è che sono le regioni dove la crisi del Paese maggiormente si manifesta e hanno la necessità, per sostenere il loro tenore di vita, di accentrare maggiori risorse a discapito delle altre. Questa richiesta è in grado di alterare gli equilibri nel Paese minandone la sua integrità. Non è possibile fare questa concessione. Trovassero altre soluzioni vista la loro presunta “virtuosità” per difendere il loro tenore di vita. Di certo non a discapito degli altri e in primo luogo delle regioni meridionali che storicamente sono quelle che hanno maggiormente contribuito al loro sviluppo lasciate in uno stato coloniale che aumenta il divario ogni anno che passa.

 
L’autonomia differenziata sottrae risorse allo Stato (alla collettività italiana) che non riuscirebbe più a garantire il bilanciamento solidale e non avrebbe più i mezzi per finanziare opere pubbliche di interesse nazionale per competere con gli altri Paesi. In un periodo in cui si aumentano le dimensione dei soggetti economici, l’Italia in controtendenza andrebbe a frammentare ulteriormente i territori da un punto di vista socioeconomico perdendo capacità competitiva e diventando mondialmente sempre più marginale. Una vera follia.
 
Chi vuole l’autonomia differenziata dimentica che magari per pochi mesi, le 3 regioni se ne avvantaggerebbero, ma nel medio lungo periodo, riducendo i flussi finanziari alle restanti, anche loro ne pagherebbero le conseguenze in quanto intimamente collegate da un punto di vista economico finanziario alle altre.

 
Qualche leader delle regioni meridionali, dal suo personalissimo punto di vista, vede l’autonomia differenziata con favore in quanto peggiorando le condizioni della “colonia Sud” potrebbe controllare più direttamente gli inferiori mezzi disponibili aumentando il suo potere nel territorio da un punto di vista politico elettorale. Una vera tragedia per il meridione.

 
Da quanto detto, ritengo che il “sistema” sia in grado di proteggersi da solo da questa follia senza che sia necessario indire un referendum per abrogare quanto prevedono le norme inserite nella legge di bilancio 2023.
 
Si richiede alla Lega e a chi la sostiene, di fare un passo indietro per non generare una reazione nel Paese che li ridimensionerebbe ancor di più in termini di consenso elettorale. Già nel meridione sono pressoché scomparsi.
   
 
Se proprio si vuole semplificare qualcosa iniziamo da questo. Applichiamo la legge vigente. Ogni Ministero (amministrazione centrale dello Stato), dal 2019 anche ANAS e RFI (Rete Ferroviaria Italiana), deve assegnare le risorse di cui dispone in ragione di questa legge in base al calcolo ISTAT che definisce annualmente la percentuale della popolazione residente al Sud. Il Ministro del Sud ha l’obbligo di richiedere a ogni amministrazione interessata il preventivo dell’anno successivo e il consuntivo dell’anno precedente. Dal 2018 non si ha notizia  che siano mai stati fatti. A giugno 2021 fu rivolta al ministro del Sud, Mara Carfagna, una interpellanza parlamentare del deputato Edmondo Cirielli oggi viceministro degli Esteri, sollecitata a settembre, nella quale le si chiedeva conto sull’effettiva applicazione. Inutile dire che l’interpellanza non ha mai avuto risposta. Dal 2018 al 2022 sono cambiati 4 ministri del Sud e nessuno sembra abbia riferito sull’argomento. Tale situazione, intollerabile, ci ha fatto presentare il 4 luglio scorso, una petizione, la 147 del 30 novembre 2022, sulla quale la prima Commissione affari costituzionali del Senato dovrà deliberare. Al punto 3 della stessa abbiamo richiesto la cancellazione della figura del ministro del Sud per fondata inutilità  e perché legittima uno stato coloniale non essendo prevista una analoga figura per il Nord o per il Centro del Paese.
COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
Partecipazione al Talk Show
"Aspettando la Befana in Casa Bagaria"
Diretto da Leopoldo Staffelli


Napoli, 4 gennaio 2023

Domani 5 gennaio 2023 parteciperò a San Giorgio a Cremano al Talk Show presentato da Leopoldo Staffelli organizzato da "Casa Bagaria". Ovviamente parteciperò in qualità di Presidente di Azione Meridionalista ( ex MARSS ) e parlerò di quanto fatto, stiamo facendo e faremo per ottenere un VERO recupero del divario socio-economico-finanziario del meridione d'Italia rispetto ad altre parti del Paese. in attesa di disporre del link dell'evento di seguito vengono pubblicati due scatti realizzati durante lo stesso.
La locandina del talk show
Giancarlo Chiari - Presidente di A.M.
Emanuela Liaci e Giancarlo Chiari
COMUNICAZIONE DI FINE ANNO
Carissimi amici, nel farci gli auguri di un 2023 che ci porti ciò che desideriamo, vi informo sulle principali novità accadute dopo il Convegno Meridionalista a Montecitorio del 4 luglio scorso che possiamo definire il più significativo e formale successo ottenuto dal pensiero meridionalista, portato all’attenzione delle istituzioni anche con la presentazione della petizione che chiudeva il Convegno. Essa è oggi  in attesa di essere affrontata dalla prima commissione affari costituzionali del Senato.
 
 
DA MARSS AD AZIONE MERIDIONALISTA: il 28 settembre scorso l’assemblea dei soci ha deliberato la nuova denominazione dell’associazione che è iscritta nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nella categoria Associazioni di Promozione Sociale (APS).
 
 
IL SITO DI AZIONE MERIDIONALISTA: In nostro sito www.azionemeridionalista.it è lo strumento con cui ci teniamo aggiornati. In esso è presente la pagina Orientamento - Azione Meridionalista nella quale sono contenuti, in continua evoluzione, le nostre convinzioni fondanti. Ognuno di noi potrà contribuire alla sua implementazione proponendo, una modifica o integrazione di un punto, o un nuovo punto che possa orientare la nostra azione. Vi invito a visitarlo per conoscere le modalità di interazione che abbiamo messo a punto.
 
 
COME VERSARE I CONTRIBUTI DI SOSTENTAMENTO: La nostra associazione si regge finanziariamente sui contributi dei suoi sostenitori e, in quanto iscritta al registro del terzo settore come una associazione di promozione sociale, beneficerà dal 2024 di flussi finanziari derivanti dal 5x1000 che, chi condividerà le nostre finalità, vorrà destinarci a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2022. In attesa di fine 2024 sarà possibile sostenere Azione Meridionalista mediante un contributo libero una tantum, con una contributo di sostegno annuo da € 120,00 (10 euro mensili da versare trimestralmente, semestralmente o annualmente) o con un contributo straordinario finalizzato di importo variabile. Ciascun contributo sarà da intendersi come una erogazione liberale e potrà essere dedotto o detratto, fino a 30.000 euro nella propria dichiarazione dei redditi, se tracciabile, nell'anno fiscale in cui verrà erogato.
Tali contributi non sono da intendersi versati a titolo di quota sociale.
 
 
Di seguito si riportano gli estremi per poter disporre un bonifico a favore della nostra associazione:

Intestazione: Azione Meridionalista

IBAN: IT12W0760103400001064314576

BIC/Swift: BPPIITRRXXX (da utilizzare per bonifici dall'estero)

Possibili causali da indicare nel bonifico: 1) Contributo Una Tantum; 2) Contributo di sostegno annuo; 3) Contributo straordinario (indicare il nome dell'iniziativa deliberata che si intende sostenere)
 
 

Uniamo l’Italia nella verità!
 

Un affettuoso saluto meridionalista.
 
Giancarlo Chiari
 
Presidente
 
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
Negazione del diritto agli onori della cronaca per le squadre del meridione
Sembra che si debba accettare che, per ragioni editoriali legate all'audience territoriale, testate nazionali possano non citare una squadra del Sud quando si guadagna con le sue prestazioni il diritto agli onori della cronaca.

Napoli, 21 dicembre 2022

Stamattina ho letto questo articolo che ha stimolato una mia reazione. Si affronta la problematica del perché nelle testate giornalistiche sportive del Nord non vengano riportate o viene fatto con riporti striminziti le "gesta" atletiche e i risultati di chi occupa il primo posto nella classifica della serie A italiana. Sembra che sebbene queste testate siano di livello nazionale e non regionale la loro "audience" è composta principalmente da lettori del centro nord che sono maggiormente interessati alle vicende delle squadre settentrionali e quindi per ragioni editoriali non riportano o quando accade, lo fanno dando poco spazio ai primi della classe che sfortunatamente, per loro :-), sono una squadra meridionale. Permettetemi di criticare tale giustificazione che sebbene può essere compresa non può per nessuna ragione essere accettata. Anche perchè la cosa è accaduta anche durante una trasmissione del servizio pubblico precisamente "A tutto Calcio" su RAI2 del 7 ottobre 2022  presentata da Iacopo Volpi la cui registrazione del fatto contestato è visionabile cliccando qui .
Durante questa trasmissione il presentatore parlando dei risultati delle squadre italiane nella coppa dei campioni si permise di non citare affatto una storica vittoria di una squadra italiana che aveva battuto una squadra olandese sul suo campo ad Amsterdam per 6 a 1 infliggendogli al più pesante sconfitta della sua storia ( in precedenza gli olandesi avevano perso in casa con il Bayern di Monaco per 5 a 1 ). Se non fosse stato per Sabino Nela che ricordava al presentatore della schiacciante vittoria della squadra italiana non se ne sarebbe parlato e sebbene Nela glielo avesse ricordato, il presentatore, dopo un quasi imbarazzata affermazione del fatto, ha cambiato discorso. Nel guardare la trasmissione mi sono sentito molto amereggiato quasi come se Napoli non fosse in Italia e non avesse quindi meritato una ampia citazione per questa storica impresa che dava lustro al calcio italiano che non sta attraversando un periodo felice dopo la seconda assenza ai mondiali.

C'è ancora molto da fare per unire nella sostanza l'Italia nella Verità e noi lo faremo!
COMUNICAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Napoli, 21 dicembre 2022

Ieri si è tenuta una riunione ordinaria dei soci di Azione Meridionalista nella quale è stato ridefinito il Consiglio Direttivo dell'associazione composto da tre membri e conferito l'incarico di Tesoriere. E' stato confermato nel ruolo di presidente dell'organo amministrativo Giancarlo Chiari (presidente uscente) e sono stati nominati i seguenti 2 consiglieri: l'associato Antonio Gerardo Nunziata e l'associato Corrado Riggio. L'assemblea ha deliberato di affidare ad Antonio Gerardo Nunziata la carica di Tesoriere dell'associazione. Si augura al nuovio Consiglio Direttivo e al Tesoriere di poter condurre l'associazione verso gli ambiziosi traguardi che si è data.


L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
Autonomia differenziata tra Regioni
Una Lega fortemente ridimensionata dalle urne vuole spaccare l'Italia
Applichiamo la legge che ripartisce le risorse nel Paese in base alla popolazione residente nei territori
di Giancarlo Chiari

Napoli, 16 dicembre 2022

Ma quale autonomia differenziata regionale. Semplifichiamo le cose con calcoli semplici e democratici. Ripartiamo i contributi ordinari dello Sato in base alla popolazione residente. Esiste una legge. Applichiamola!!! La Lega ( che ha subito alle ultime elezioni un crollo dei consensi in Italia) tramite il suo ministro Calderoli vorrebbe imporre l'autonomia differenziata regionale minando l'unità del nostro Paese. Ogni italiano di buon senso comprende gli obiettivi di questo scellerato piano teso a drenare ulteriori mezzi a favore delle regioni più ricche del Paese che storicamente devono questa ricchezza a enormi sacrifici economico esistenziale patiti dalle regioni meridionali nel cruento processo di unificazione nazionale. Uniamo l'Italia nella Verità ed emarginiamo questi squallidi tentativi tesi in prospettiva a dividere l'Unità nazionale.
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
Autonomia differenziata tra Regioni
Fine della sceneggiata: finalmente si è scoperto il "pacco"
Una sceneggiata italiana
di Giancarlo Chiari

Napoli, 13 dicembre 2022

Il castello basato sui LEP (livelli essenziali delle prestazioni) si sta sgretolando insieme alla teoria di chi credeva che una volta ottenuti si sarebbero risolte le disuguaglianze nel Paese. Io ho definito "sceneggiata italiana" l'incontro tra De Luca e Calderoli. Il giorno dopo su una autorevole testata è stato definito "un pacco" l'ipotetico accordo tra i due e ora un altro articolo di primaria testata (nord centrica) cala un ulteriore carico da 90 che ci informa che magari i LEP sono buoni solo per Sanità e Asili, come se solo su questi due pilastri si debba fondare il riscatto del Sud. :-) Dopo una prima comprensibile soddisfazione derivante dall'aver scoperto l'intento "paccaiolo" mi sale un senso di profonda amarezza derivante dal fatto che non basta difendersi da chi nel Nord ha "legittimi" interessi prevaricatori ma anche da chi qui dovrebbe sapersi difendere da essi e non agevolarli.
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
Autonomia differenziata tra Regioni
Incontro Calderoli – De Luca
Una sceneggiata italiana
di Giancarlo Chiari

Napoli, 10 dicembre 2022

Sembra proprio che debba continuare a scrivere su questo argomento in quanto quello che è successo ieri vorrebbe agevolare la strada a una improbabile autonomia differenziata tra le Regioni italiane.

Dopo una apparente indignazione del Presidente della Campania, Vincenzo De Luca che criticava le modalità con cui si voleva imporre il provvedimento proposto dal ministro leghista Roberto Calderoli, ieri i due si sono incontrati, riconoscendosi meriti a vicenda e hanno lavorato ad un possibile accordo che potesse far passare questo deprecabile accordo.A un attento lettore non è sfuggito che pare che il problema sia la mancata definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) e che una volta sistemati questi, la cosa si può fare perché questo renderebbe accettabile un provvedimento che mina alla base la coesione e la solidarietà nel nostro Paese.

Le controindicazioni sono tante ma De Luca, espressione del potere nord centrico, appare non accorgersene. Dopo la affascinante performance meridionalista di aspra critica alla bozza Calderoli si siede al tavolo e mercanteggia le sue condizioni per appoggiare questo scandaloso provvedimento che mina l’Unità d’Italia. Pare che una volta quantificati i LEP tutto sia risolto. Non si accorge che Livello Essenziale delle Prestazioni significa Livello minimo che andrebbe a consolidare sempre di più il divario tra le due parti del Paese. I LUP (Livelli Uniformi delle Prestazioni) andrebbero già meglio, dove uniforme significa uguaglianza delle prestazioni tra Nord e Sud del Paese.

Allora la sceneggiata prende forma. Tutti si concentrano sui LEP chiedendo la loro quantificazione prima dell’accettazione del deprecabile provvedimento e nessuno si accorge che il problema sono proprio i LEP che lascerebbero le disparità nel Paese. Ma ricordo che senza fare calcoli complessi (è stato dichiarato da più parti che quantificare i LEP ma anche i LUP sia molto complicato), basterebbe applicare pienamente una legge vigente dello Stato italiano che riconosce contributi ordinari in percentuale pari a quella rappresentata dalla popolazione meridionale (circa il 34%) superando la percentuale media da sempre riconosciuta al Sud del 22% circa: la cosiddetta Spesa Storica.

Se proprio si vuole semplificare qualcosa iniziamo da questo. Ogni Ministero (amministrazione centrale dello Stato), dal 2019 anche ANAS e RFI (Rete Ferroviaria Italiana), deve assegnare le risorse di cui dispone in ragione di questa legge in base al calcolo ISTAT che definisce annualmente la percentuale della popolazione residente al Sud. Il Ministro del Sud ha l’obbligo di richiedere a ogni amministrazione interessata il preventivo dell’anno successivo e il consuntivo dell’anno precedente. Dal 2018 non si ha notizia  che siano mai stati fatti.

A giugno 2021 fu rivolta al ministro del Sud, Mara Carfagna, una interpellanza parlamentare del deputato Edmondo Cirielli oggi viceministro degli Esteri, sollecitata a settembre, nella quale le si chiedeva conto sull’effettiva applicazione. Inutile dire che l’interpellanza non ha mai avuto risposta.

Dal 2018 al 2022 sono cambiati 4 ministri del Sud e nessuno sembra abbia riferito sull’argomento. Tale situazione, intollerabile, ci ha fatto presentare il 4 luglio scorso, una petizione, la 147 del 30 novembre 2022, sulla quale la prima Commissione affari costituzionali del Senato dovrà deliberare. Al punto 3 della stessa abbiamo richiesto la cancellazione della figura del ministro del Sud per fondata inutilità  e perché legittima uno stato coloniale non essendo prevista una analoga figura per il Nord o per il Centro del Paese. Per avere maggiori informazioni sulla petizione si prega di visualizzare il post precedente.
Reiterazione della petizione 1133 del 12 luglio 2022 - La petizione presentata in diretta durante il Convegno Meridionalista a Montecitorio è stata reiterata a causa della fine anticipata della XVIII Legislatura che annulla tutte le petizioni presentate nella stessa e non ancora dibattute. Alla petizione reiterata annunciata in Senato oggi, 30 novembre 2022, è stato assegnato il n° 147, e attende di essere esaminata dalla prima Commissione affari costituzionali. Di seguito la copia della comunicazione ricevuta. Leggi il testo della petizione   -  Clicca qui per visualizzare ed essere aggiornato sull'iter della petizione

"Malattia del secolo" - La Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi su diverse istanze fatte da persone che hanno avuto danni dalla normativa attivata per il contenimento della sua diffusione. Molto interessante. Siamo ad una resa dei conti? Guarda la registrazione dell'udienza del 30 novembre 2022
L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE
La proposta di autonomia differenziata tra le regioni italiane
Uno spauracchio spuntato  
di Giancarlo Chiari
 
Napoli, 17 novembre 2022

 
 
Di solito scrivo quando sono particolarmente ispirato dall’argomento ed avverto una utilità nel farlo. Viviamo in un’era comunicativa nella quale gli strumenti informativi sono tali e tanti da creare una enorme mole di contenuti e quindi avverto l’esigenza di non aumentarla 😊. Scrivo solo quando proprio non riesco a reprimermi.

 
 
Il fatto - Il leghista Roberto Calderoli, ministro degli Affari regionali e Autonomie, presenta oggi, in occasione dell’incontro della Conferenza Stato-Regioni  una bozza di riforma delle autonomie regionali che propone un trasferimento di competenze (Sanità, Istruzione e Ambiente) dallo Stato alle Regioni. Come si ricorderà esiste una legge che dovrebbe assegnare alle 8 regioni meridionali, proprio per le competenze ancora in capo allo Stato, contributi ordinari parametrati alla percentuale della popolazione residente calcolata dall’ISTAT ogni anno (circa il 34% superando il criterio della spesa storica che la quantificava in circa il 22% con un incremento di circa il 55% valutato in circa 4,2 miliardi di euro). Appare chiaro che se competenze come la Sanità, l’Istruzione o l’Ambiente venissero “sfilate” dal calcolo, il meridione otterrebbe una perdita notevole in quanto la base sui cui calcolare la nuova percentuale del 34% sarebbe di molto ridotta.

 
 
Uno spauracchio spuntato - Quello dell’Autonomia differenziata tra regioni è uno spauracchio agitato già diversi anni fa da pochissime regioni del Nord (2018 ed in precedenza) che ha come obiettivo intimorire il meridione e porlo sotto ricatto per ottenere qualcos’altro. Ma la salvaguardia dell’unità statale, della coesione e della solidarietà sociale non sono negoziabili e sono tutelate dalla Costituzione. Come poi solo 3 regioni d’Italia possano dettare legge sulle altre resta un mistero esclusi i creduloni. Anche dal Governo arrivano, nei fatti, precisi distinguo sul fatto che il testo della bozza Calderoli non sia stato condiviso con esso e che questa tematica non sia ancora stata affrontata. Lo stesso Calderoli afferma, dopo la richiesta di pronto ritiro della proposta, che la stessa non è un ddl ma solo una bozza per “iniziare il confronto”. Per il momento la tematica, priva di efficacia di legge, serve solo al leghista e al suo partito per ottenere una certa visibilità, un partito con un consenso nazionale decisamente calante, pressoché sparito al Sud e ad alcuni “improbabili” meridionalisti che da politici del meridione si sono accorti solo nell’ultimo periodo che il meridione è fortemente penalizzato da una politica delle ripartizioni che da circa 160 anni ha creato il divario Nord Sud del Paese totalmente assente al momento dell’unificazione. Dove erano questi “meridionalisti” nel 2018 anno in cui si è iniziata ad applicare la “legge del 34%”? Appare molto chiaro che un sistema nord centrico li ha selezionati e ora, davanti ad un crescente meridionalismo che interessa grandi masse del Paese, interpretano il ruolo consono al nuovo sentimento popolare per non sparire alle prossime elezioni se la parte meridionalista di chi non va a votare decidesse di andarci indignata dai suoi rappresentanti.
 
 

La piena applicazione della legge - A qualche lettore non sarà sfuggito che ho usato il condizionale quando ho parlato della legge del 34% che … dovrebbe assegnare maggiori contributi ordinari alle 8 regioni del meridione. Ma chi dovrebbe controllare (preventivamente - inizio anno e fare il consuntivo - fine anno) l’effettivo rispetto di questa importante legge a favore del meridione d’Italia? Nel testo della legge si ordina al ministro del Sud di fare questi controlli ma dal 2018 non risulta che siano mai stati fatti. A giugno 2021 fu rivolta al ministro del Sud, Mara Carfagna, una interpellanza parlamentare del deputato Edmondo Cirielli oggi viceministro degli Esteri, sollecitata a settembre, nella quale le si chiedeva conto sull’effettiva applicazione. Inutile dire che l’interpellanza non ha mai avuto risposta. Dal 2018 al 2022 sono cambiati 4 ministri del Sud e nessuno sembra abbia riferito sull’argomento. Tale situazione, intollerabile, ci ha fatto presentare il 4 luglio scorso, una petizione sulla quale la prima Commissione affari costituzionali del Senato dovrà deliberare. Al punto 3 della stessa abbiamo richiesto la cancellazione della figura del ministro del Sud per fondata inutilità  e perché legittima uno stato coloniale non essendo prevista una analoga figura per il Nord o per il Centro del Paese.
Un caldo benvenuto meridionalista
Benvenuto nel sito dedicato a chi vuol fare qualcosa per la rivalutazione del meridione d'Italia e contribuire ad avviare le azioni per il recupero del divario sociale ed economico con il resto del Paese iniziato e sviluppatosi con il cruento processo di unificazione nazionale e la pessima gestione successiva dei territori meridionali.

Il sito sarà in costante miglioramento ed è dedicato alla informazione ed alla gestione di tutte quelle iniziative meridionaliste che saranno organizzate  per il conseguimento dell'obiettivo finale e degli obiettivi intermedi ad esso associati. Per poterli realizzare abbiamo bisogno di un vasto consenso meridionalista da ricercare in tutto il Paese perché della rinascita del meridione sarà tutto il Paese a beneficiarne.

Meridionalista non significa Meridionale in quanto nel territorio del Sud Italia esistono molti che remano contro così come nel territorio del Centro Nord esistono persone che hanno a cuore le sorti del meridione. Bisogna unire il Paese nella Verità ed iniziative come questa vogliono perseguire questo importante scopo.

Una storia mendace studiata a scuola, le divisioni mai ammesse formalmente, i luoghi comuni dequalificanti utilizzati per togliere energia e sottomettere psicologicamente chi, nato nel meridione, voleva giocarsi nel Paese le proprie chance per un miglioramento della propria condizione sociale ed economica, ha incontrato sempre tante difficoltà e condizionamenti per poter realizzare i suoi obiettivi di vita.

Un Sud, gestito sin dagli inizi come una colonia, ha fornito mezzi iniziali e manodopera con la quale è stata costruita l'Italia che conosciamo. La vera storia che emerge racconta di una matrigna che si impossessò, con la violenza fisica inizialmente e quella psicologica e politica successivamente di tutto quel che gli serviva ed è chiaro che questi comportamenti dovevano cadere nell'oblio per fondare una Italia unita con il potere e non con la condivisione dei popoli.

Azione Meridionalista parte da queste considerazioni per fondare la propria strategia che mira ad unire nella verità ciò che è stato sempre diviso nella sostanza. Chiunque si identifica in queste considerazioni ed obiettivi potrà dare forza al nostro progetto fornendo il suo prezioso contributo in termini di consenso. Poi se lo vorrà, potrà prestare la sua opera concreta partecipando fattivamente alle iniziative che man mano verranno preparate e attuate e/o finanziando i costi necessari per la realizzazione delle stesse.

Giancarlo Chiari
Restare senza lavoro a 50 anni e non riuscire a dirlo. Filmato.
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